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Cadelbosco Sopra. Manomette il braccialetto elettronico per sfuggire ai controlli: è arrestato e rinchiuso in carcere

L'uomo, già accusato di gravi maltrattamenti e violenze sessuali sulla moglie, si è sfilato il dispositivo di controllo gettandolo nei campi. Dopo la denuncia per danneggiamento aggravato, la Procura reggiana ha ottenuto l'immediato aggravamento della misura: per lui si sono aperte le porte del carcere [.....]
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Cadelbosco Sopra. Manomette il braccialetto elettronico per sfuggire ai controlli: è arrestato e rinchiuso in carcere

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Si aggravano drammaticamente i guai giudiziari per un 53enne residente a Cadelbosco di Sopra, già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri della locale stazione hanno accertato che l’uomo l’altro pomeriggio ha manomesso e gettato il braccialetto elettronico a cui era sottoposto. Il dispositivo era stato applicato lo scorso febbraio per garantire il rispetto del divieto di avvicinamento alla moglie, vittima di anni di violenze. Durante i controlli dei militari, l’uomo ha accusato un lieve malore ed è stato trasportato al Pronto Soccorso di Reggio Emilia. Con l’accusa di danneggiamento aggravato i carabinieri della stazione di Cadelbosco Sopra (RE) hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, un 53enne residente in paese. A seguito di tali fatti la Procura reggiana, concordando con le risultanze investigative dei Carabinieri di Cadelbosco Sopra ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale l’aggravamento della misura cautelare ovvero la custodia cautelare in carcere motivo per cui l’uomo è stato arrestato dai Carabinieri.

L’altro pomeriggio il 53enne ha violato le prescrizioni della misura cautelare a suo carico compiendo un atto di aperta sfida ai controlli tecnologici. L’uomo è riuscito a manomettere il braccialetto elettronico, sfilandolo dalla caviglia per poi disperderlo nell’area verde circostante la propria abitazione. Il gesto ha fatto scattare l’allarme. I Carabinieri della locale stazione sono intervenuti tempestivamente sul posto. Nonostante le accurate ricerche, i tentativi di localizzare lo strumento di controllo sono risultati vani, configurando il reato di danneggiamento aggravato di beni destinati a pubblica utilità. Durante le operazioni di Polizia Giudiziaria, il 53enne ha accusato un leggero malore. I militari hanno quindi richiesto l’intervento dei sanitari del 118, che hanno provveduto al trasferimento dell’uomo presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Reggio Emilia per gli accertamenti del caso. La misura del braccialetto elettronico, applicata il 7 febbraio 2026 dal GIP nell’ambito del procedimento penale aperto dalla Procura reggiana, era l’estremo baluardo a tutela della moglie dell’uomo, una donna italiana di 54 anni. L’indagine, condotta sempre dai Carabinieri di Cadelbosco Sopra, aveva portato a galla un inferno familiare iniziato nel 2011 e degenerato drammaticamente negli ultimi due anni, a seguito della perdita del lavoro da parte dell’uomo e del suo contestuale abuso di alcolici. La donna era stata costretta a subire sistematiche umiliazioni, percosse (calci, pugni e persino colpi inferti con una chitarra in legno), tentativi di strangolamento e rapporti sessuali estorti con la violenza. A spingere la vittima a denunciare erano state le continue minacce di morte ricevute, specie dopo la decisione di interrompere la convivenza nello scorso mese di dicembre. Frasi del tipo “Ti ammazzo, tu sparirai, ti metto sottoterra”, “Mi faccio anche trent’anni di galera, ma se esco fuori ti ammazzo”, avevano delineato un quadro di imminente pericolo, spingendo il Giudice a imporre l’ordine di non avvicinarsi a meno di 5 chilometri dai luoghi frequentati dalla moglie, prescrizione oggi pesantemente violata con la presunta distruzione del dispositivo elettronico di tracciamento, motivo per cui è stato denunciato.

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A seguito della denuncia e della conseguente violazione della misura cautelare e la distruzione del dispositivo la Procura reggiana ritenendo inadeguata la misura cautelare del divieto di avvicinamento con controllo elettronico a distanza per contenere la pericolosità del soggetto ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia l’aggravamento della misura con l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare carcere. L’uomo è stato tratto in arresto nel tardo pomeriggio del 1° giugno 2026, i Carabinieri della Stazione di Cadelbosco Sopra ricevuto il provvedimento hanno localizzato il destinatario e lo hanno tratto in arresto.

 

 

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