di Giovanna Di Rosa #ItaliaViva twitter@gaiaitaliacom #Politica
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Si chiama CIAO, non ciao ciao – non ancora almeno – e nemmeno ciaone ed è il contro-piano che Italia Viva presenta in risposta al piano del Governo per il Next Generation Eu che Matteo Renzi ha presentato in conferenza stampa nel pomeriggio al Senato. “Avevamo pensato anche all’acronimo GOAL per indicare ‘giovani, opportunità, ambiente e lavoro“, incalza Renzi.
Insomma: abbiamo un parlamento di battutisti. C’è chi può. Poi Renzi dà i numeri: nell’unico senso possibile. Li snocciola, impietoso, facendo le pulci al piano del governo. Il piano viene presentato in contrapposizione a quello del governo “raffazzonato”.
“Da qui al 2026 secondo il Mef questo piano produrrà 2.3 punti sul Pil e produce al Sud un aumento dell’occupazione dello 0,89%: è troppo poco. Con un piano da 800 miliardi vuol dire che non abbiamo fatto un buon lavoro. Due miliardi su giovani e occupazione, un decimo del super bonus 110%. Non si va da nessuna parte se si mette una cifra dieci volte superiore sul super bonus rispetto a quanto destinato ai giovani. Il nostro progetto è triplicare i soldi destinati all’occupazione giovanile. Il Recovery Plan” (che soltanto l’Italia chiama così, ci sarà pure un motivo, ndr) “è un piano paragonabile al piano Marshall, nessuno ha mai messo tanti soldi sul nostro Paese come in questo momento l’Europa”.
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Così Italia Viva presenta 61 punti che verranno presentati al ministro Gualtieri il 30 dicembre: “61 punti su cui al momento non siamo d’accordo delle 103 pagine di next generation Eu”, ecco Renzi all’attacco mentre si prepara Italia23 che potrebbe essere l’embrione del partito di Giuseppe Conte.
Insomma siamo alle grandi manovre mentre ci muoviamo sull’orlo del baratro. Decisamente, abbiamo un parlamento di battutisti.
(28 dicembre 2020)
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