Il Sindaco di Sassuolo lancia inconsapevolmente una possibile moda futura: la “deportazione del senza lavoro”

Il Sindaco leghista di Sassuolo Menani ai tempi della campagna elettorale, quando Salvini lo definiva, come da slogan elettorale, il Sindaco della Gente

di Daniele Santi #Lopinione twitter@gaiaitaliacomRE #ReggioEmilia

 

“Ricollocateli in Russia”. Questa è stata la proposta di altissimo valore sociale e politico che il neosindaco di Sassuolo, importante centro economico a 20 km da Reggio Emilia, nella provincia di Modena, la cui buona salute economica ha ripercussioni su un vasto territorio, il leghista Menani, ha lanciato ad una riunione ufficiale in Regione Emilia Romagna per dare una soluzione ai problemi di 54 persone che rimangono senza lavoro dopo il fallimento della ditta Martinelli Ernesto srl, che li lascia senza lavoro.

E’ un nuovo agire politico sconosciuto al mondo civile: si chiama la deportazione del senza lavoro e sarà probabilmente destinata, forse è il fine ultimo del sovranismo?, a tutti coloro che per ragioni che non li vedono diretti responsabili, si troveranno da oggi in poi a perdere il posto di lavoro. Protagonista del nuovo corso possibile niente affatto casualmente è un esponente della nuova politica del leghismo salviniano eletto recentemente da una popolazione che evidentemente riteneva di far bene e che, ora, si accorgerà di essersi sbagliata salvo dare la colpa all’amministrazione precedente. Perché alla creduloneria non c’è limite alcuno.

E’ chiaro, anzi chiarissimo, come il mio amico Rettore, che la chiusura dell’azienda non si può certo imputare alle amministrazioni comunali né a quella presente né a quella passata. Noi contestiamo l’atteggiamento che un Sindaco tiene in una sede ufficiale di concertazione, quando propone alla proprietà dell’azienda in stato di fallimento di ricollocare 54 persone che non vedranno nemmeno i loro stipendi arretrati in Russia in un esercizio che non capiamo se sia dettato più da ignoranza o da incoscienza.

Dimenticandosi il Sindaco zuzzurullone (si dice, si dice…) di rendere noto in quella sede se le spese di trasferimento di deportati per bisogno e loro famiglie debbano essere a carico della ditta fallita, della ditta russa o dell’amministrazione comunale, o ancora direttamente di Putin in un esercizio di umanità che è lecito non aspettarsi, non sappiamo cos’altro dire. Anche se certamente questa storia non deve chiudersi così. Tra  chiusure, licenziamenti, arretrati non pagati e battute leghiste.

Siamo certi che, il Sindaco leghista, saprà attivarsi per fare qualcosa. Almeno sulla carta.

 

(31 luglio 2019)

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