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Viveva da indigente in un’ambiente ricavato in uno stabile dell’area delle dismesse officine reggiane che aveva adattato a deposito di eroina che vendeva a un nutrito portafoglio clienti. Gli ordini arrivavano via WhatsApp attraverso messaggi criptici. A scoprirlo i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Reggio Emilia che nel pomeriggio del 7 dicembre a seguito dell’ennesimo blitz nell’area dell’ex officine reggiane.
Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti hanno arrestato il cittadino tunisino A. M. G. 36enne in Italia senza fissa dimora, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Al tunisino i carabinieri hanno sequestrato oltre mezzo etto di eroina, in parte suddivisa in dosi pronte allo spaccio, uno smartphone che da un controllo speditivo risultava contenere nell’applicativo WhatsApp messaggi di diversi utenti, molti censiti quali assuntori di eroina dagli stessi carabinieri, con contenuti che, seppur criptici, sono stati ricondotti all’illecita attività di compravendita dell’eroina.
Si cerca di regolare questioni sentimentali con una mannaia davanti a scuola: denunciato un minorenne
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(9 dicembre 2019)
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