Tratta di esseri umani dalla Nigeria: nove arresti tra componenti di organizzazioni criminali con epicentro a Parma e Bologna

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di Redazione #Parma twitter@parmanotizie Cronaca

 

Lo scorso 9 novembre dopo indagini accurate che hanno preso il via nell’agosto del 2016 personale della Questura di Parma, con l’ausilio del personale delle Squadre Mobili di Bologna, Reggio Emilia e Verona e del Reparto Prevenzione Crimine “Emilia Romagna Occidentale”, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Bologna Dr.ssa Francesca Zavaglia su richiesta del Sost. Proc. dr. Stefano Orsi della Procura Distrettuale Antimafia di Bologna, nei confronti di 9 cittadini nigeriani responsabili di far parte di due distinte associazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani dalla Nigeria.

Gli arrestati sono Anon Mabel, nata ad Irrua (Nigeria) il 18.05.1980 e residente a Bologna; Eromoselle Peter, nato ad Uromi (Nigeria) il 23.11.1970 e residente a Bologna; Eromoselle Musa Frank, nato ad Uromi (Nigeria) il 05.10.1990, domiciliato a Parma; Anthony Hilda, nata a Maiduguri (Nigeria) il 24.12.1991 e residente a Parma; tutti gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria, di un’associazione a delinquere finalizzata all’organizzazione dell’ingresso clandestino di donne nigeriane sul territorio italiano per far loro esercitare la prostituzione.

Gli altri arrestati sono Adaka Shedrack, nato ad Ijede Isoko North (Nigeria) il 13.06.1979 e residente a Parma; Osebhandre Cosmos, nato ad Uromi (Nigeria) e domiciliato a Parma in via Savani n. 7; Uwumahongie Blessing Osarumen, nata ad Urora (Nigeria) e residente a Verona, a loro volta gravemente indiziati di aver fatto parte, con vari ruoli e con altre persone in Nigeria ed in Libia, di un’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di donne nigeriane dalla Nigeria all’Italia attraverso la Libia per far loro esercitare, in Italia ed altri Paesi Europei, la prostituzione.

Per tutti gli arrestati è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere.ono sottratti alla cattura. Nel corso dell’operazione sono state, eseguite perquisizioni locali a carico dei medesimi destinatari di misura e di altri quattro soggetti, indagati in stato di libertà nell’ambito del medesimo procedimento.

Le vittime di questo organizzatissimo traffico di esseri umani erano certamente legate ai propri carnefici con l’intimidazione, la minaccia e la violenza agite nei loro confronti e nei confronti dei loro familiari in madre patria, tuttavia, è stato possibile accertare che alcune di esse fossero state sottoposte a rituali juju per incatenarle ad un giuramento di obbedienza nei confronti della propria madame. È il caso della giovane nigeriana che aveva condiviso con la prima denunciante l’appartamento di via Corso Corsi che, nel corso di una conversazione con un proprio conoscente, spiegava che al suo arrivo in Italia, era stata costretta a prestare un giuramento di fedeltà dinanzi ad uno stregone e che per liberarsi da questo giuramento, oltre al pagamento del debito contratto, avrebbe dovuto donare allo stregone stesso del denaro e delle stoffe preziose.

 

 

(15 luglio 2019)

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