Essendo la Lega ridotta ai minimi termini, elettoralmente parlando; avendo fatto scelte che non vanno bene nemmeno ai loro politicamente più che discutibili partner patrioti europei (poi naturalmente sono invenzioni giornalistiche) scopriamo la nuova figura necessaria nella narrazione leghista-salviniana: quella cioè del tuttologo propagandista che, in nome di qualche voto in più e mentre la dirigenza che porta voti al partito (da Fedriga a Zaia) rimane a bocca aperta, parli di tutto: dai vaccini al nulla cosmico, ai migranti al poco che avanza, dalla straziante solitudine del bacello al controluce che fa male agli occhi.
E’ il nuovo verbo leghista post-catastrofe europee degli 8 seggi, al suon di Vannacci (che i suoi voti li ha presi da indipendente, non essendo ancora iscritto alla Lega), e delle proteste degli alleati a Bruxelles che non vogliono tra i piedi, e non vogliono che abbia posizioni di responsabilità, proprio quell’uomo che della Lega è stato il salvatore. Forse l’ultimo della serie.
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Così non rimane che spararle grosse, proporre emendamenti che vengono immediatamente dichiarati inammissibili, per mantenere alta l’attenzione sul partito. Non politica, ma propaganda. Non è nemmeno populismo: è inutilismo. A uno stipendio mensile da favola.
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(16 luglio 2024)
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