La storia di Germano Nicolini, un uomo giusto, un Hombre vertical nel senso più pieno della definizione. Partigiano, sindaco, marito e padre. Condannato innocente non accetta mai una colpa che gli è estranea non solo giuridicamente, ma soprattutto idealmente e moralmente.
Il comandante “Diavolo” rimane stritolato dalle logiche della guerra fredda, scelto come obiettivo da apparati dello Stato e dalla Chiesa, è abbandonato, per ragioni di partito, dal P.C.I., locale e nazionale che, pur cosciente della macchinazione, preferisce proteggere altri dirigenti forse più omogenei alla linea del partito. Scarcerato dopo dieci anni, Nicolini rifiuta l’ingiusta condanna scontata e, proclamando sempre la sua estraneità all’omicidio di don Pessina, lotta fino alla revisione del processo e al riconoscimento della sua innocenza.
Buona riuscita della visita di accreditamento OECI all’IRCCS di Reggio Emilia
Il 21 e 22 aprile si è svolta la visita di accreditamento dell’Organizzazione Europea dei Centri Oncologici (OECI).... →
Dopo 47 anni di sofferenza e battaglie, il “Comandante Diavolo“ torna ad essere un uomo libero da ogni sospetto e uno dei simboli più limpidi della Resistenza e della democrazia italiana.
Appuntamento il 24 ottobre alle 21.00 a San Martino in Rio (RE), alla Rocca Estense (Sala d’Aragona).
Torna in carcere un 33enne dopo che viola i domiciliari dopo l’aggressione all’ex fidanzata
Non è durata nemmeno due settimane la permanenza ai domiciliari per un 33enne di origine tunisina che lo... →
Cent’anni di rettitudine
La storia del Comandante Diavolo e del processo don Pessina
di Fausto Nicolini, Massimo Storchi
prefazione Giuliano Pisapia
Postfazione di Frediano Sessi
(23 ottobre 2023)
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