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Pietro Grasso a “Ne Vale la Pena”, il 19 novembre a Novellara (RE)

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di Redazione Cultura

“Sento il pericolo che la scintilla degli occhi di Giovanni e il sorriso di Paolo possano scolorire nel ricordo. 
A 30 anni dalle stragi, metto le mie memorie nero su bianco e le affido ai ragazzi, affinchĂ© possano sapere”.

C’è tutto l’impegno morale, civile e politico di Pietro Grasso, accanto alla sua inesauribile passione per la cultura della legalitĂ , nella attivitĂ  svolta in questi anni dall’ex presidente del Senato che continua a girare l’Italia per condividere con le nuove generazioni la propria esperienza di testimone e protagonista della lotta alla mafia. “Ho il dovere di raccontare con nuovo vigore e slancio i ricordi di un’esistenza vissuta con Giovanni Falcone, che posso considerare un amico e che ha condizionato la mia vita professionale e familiare”.

Nei suo incontri Pietro Grasso ripercorre le vicende che hanno scandito la sua carriera da quando era un giovane magistrato, poi giudice a latere del Maxiprocesso di Palermo e procuratore antimafia: un racconto autentico, toccante e appassionato, nel quale emergono i ritratti di Falcone e Borsellino, colleghi ma soprattutto amici che hanno condiviso con Grasso il suo percorso umano e lavorativo. “Voglio evitare che si cada nell’indifferenza e nella rassegnazione, terreno in cui le mafie vecchie e nuove prosperano. E voglio che la speranza che i giovani hanno nel futuro non sia delusa: per questo oggi tutto il mio tempo libero è per loro, cerco sempre di incontrare i ragazzi, anche se questo significa sacrificare tempo ai miei impegni e alla famiglia, ma mia moglie è insegnante e dunque mi comprende”, prosegue, “ai giovani offro la mia testimonianza diretta, e racconto storie, che poi sono proprio quelle che restano piĂą impresse. A volte mi capita di incontrare gli stessi ragazzi dopo anni, e la mia piĂą grande gratificazione è quando qualcuno di loro mi dice: oggi se devo scegliere so da che parte stare, da quella della legalitĂ ”.

Grasso ha dichiarato di sentirsi un sopravvissuto. “E’ così, dovevo tornare con lui (Giovanni Falcone ndr) il giorno della strage di Capaci, invece all’ultimo minuto trovai un posto in aereo la sera prima. E tante altre volte la mia vita è stata in pericolo: capita che i ragazzi stessi mi chiedano come io abbia fatto a sopravvivere”, prosegue, “spesso mi sento in colpa. Forse se il Maxiprocesso non avesse avuto così successo Giovanni e Paolo sarebbero ancora vivi. Ma poi penso a quanto fossero determinati ad andare avanti in questa guerra di liberazione del popolo siciliano intimidito e assoggettato. Loro avrebbero continuato e io davanti alle loro bare ho giurato che mi sarei impegnato al massimo”.
E ora, a che punto siamo nella lotta alla mafia? “La mafia è cambiata, non c’è piĂą il contrasto aperto alle istituzioni, ma il tentativo costante di infiltrarsi nell’economia. I principi alla base però restano: l’intimidazione e nessun rispetto per la vita”, dice, “ora con l’arrivo dei soldi del Pnrr l’attenzione deve essere massima, ma i controlli non devono provocare ritardi. Il principio comunque è quello di Falcone, Follow the Money, perchĂ© i soldi lasciano sempre traccia”.

COSTRUIRE LA GIUSTIZIA
PIETRO GRASSO
Mercoledì 18 novembre ore 20.30
Teatro Tagliavini – Novellara (RE)
Dialoga con l’autore PIERLUIGI SENATORE
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

 

 

(18 novembre 2025)

©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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