di Redazione Reggio Emilia
La Digos ha disposto accertamenti dopo che a Reggio Emilia, si è tenuto il concerto del gruppo di trapper a volto coperto P38 che rievoca le Brigate Rosse. Il reato ipotizzato è apologia di reato. Indagato anche il presidente del circolo Arci che ha ospitato il concerto in città.
Buona riuscita della visita di accreditamento OECI all’IRCCS di Reggio Emilia
Il 21 e 22 aprile si è svolta la visita di accreditamento dell’Organizzazione Europea dei Centri Oncologici (OECI).... →
Gli esposti sono stati depositati in Procura e, scrive Il Fatto Quotidiano, ci sarebbe all’orizzonte una denuncia dalla primogenita di Aldo Moro. Il gruppo P38 si è esibito a Reggio Emilia lo scorso 1° maggio, dopo concerti tenuti a Bologna e a Pescara il 25 aprile. Il presidente del circolo ARCI, scrive ancora il quotidiano, ha ricevuto un avviso di garanzia per istigazione a delinquere. Sono invece da identificare i membri del gruppo, che si esibiscono a volto coperto e indossano un passamontagna bianco autodefinendosi “trapper brigatisti”. Tra i titoli “Zitto Zitto pagami il riscatto, zitto zitto sei su una R4…”, il cui riferimento storico sembra chiarissimo a chi voglia leggerlo.
Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini interpellato sulla questione dalla stampa locale si è detto “indignato e disgustato”; ha poi aggiunto di avere “visto le immagini e letto alcuni testi che inneggiano alle peggiori pagine della nostra storia repubblicana, alla violenza brigatista, al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Soprattutto in questa terra che ha pagato un altissimo tributo di sangue al terrorismo”.
Torna in carcere un 33enne dopo che viola i domiciliari dopo l’aggressione all’ex fidanzata
Non è durata nemmeno due settimane la permanenza ai domiciliari per un 33enne di origine tunisina che lo... →
(9 maggio 2022)
©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata


