I cretini, l’app “Immuni”, Confindustria partito d’opposizione e le radio gnè gnè

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di G.G. #Lopinione twitter@reggioemilnotiz #Politica

 

Siamo tra creduloni che hanno scaricato l’app Immuni consegnando così i loro dati personali, che l’app – al contrario di altri social ai quali noi affidiamo anche i visi dei nostri figli in tenera, tenerissima età, perché il cretino vede sempre il pericolo dove non c’è – ci spiega esattamente come verranno utilizzati e fino a quando. Certo la connessione bluetooth necessità della posizione per individuare da dove il codice eventualmente rosso che si incontra con un altro codice rosso faccia partire l’allarme. Poi dobbiamo essere noi a decidere se inviare l’allarme o no. Insomma sta tutto nella nostra coscienza.

Converrete che nel paese degli incoscienti dove tutti vogliono dare la colpa a qualcun altro perché prendersi responsabilità neanche a parlarne, si tratta di un esperimento destinato a fallire. Non stupisce tanto il cretinismo, magistralmente interpretato da Giuliano Ferrara su Il Foglio nei giorni scorsi, stupisce la prosopopea del cretinismo, il suo magnificarsi in eloquenze discutibili per la forma oltre che per il contenuto (ammesso sia lontanamente rintracciabile un contenuto), e l’ignoranza eletta a condizione para-genetica, eletta a casta (casta di governo oltre che di appartenenza sociale) dalla quale è diventato ormai impossibile emanciparsi, non per tradizione culturale, ma per scelta del cretino.

Siamo diventati un Paese dove il vero non esiste più, dove tutto ciò che è vero non è vero non per oggettività, ma perché l’ha detto lui o un altro oppure lei o un’altra lei e dove la politica ha così tante pezze al culo che il principale partito d’opposizione è diventata Confindustria che ha smesso l’abito dell’abile contractor per scendere in campo e rivendicare direttamente la testa del presidente del Consiglio, mica la nostra. La sua radio di riferimento, insomma quella che hanno messo in piedi apposta per orientare l’opinione pubblica, una roba da circa due milioni e mezzo di ascolti al giorno, è diventata il megafono filoleghista della linea ortodossa degli industriali e la qualità della sua programmazione è diventata quello che è diventata. Roba da cancellarsi l’app (già fatto. Non è un invito, de gustibus…).

L’Agnellinustria, quella di quella famiglia là, si è comprata l’altra parte dell’informazione, quella che non apparteneva ancora alla congrega del conservatorismo famigliare che non scende direttamente in politica, ma l’affronta in altri modi – a volte chiedendo prestiti in Italia mentre paga le tasse in Olanda –  ha già spostato l’assicella di quel gruppo appena acquistato sufficientemente a destra da disgustare buona parte di coloro che in quella linea editoriale – la vecchia – si riconoscevano. Si sono affittati un direttore editoriale gnè gnè che ha già giubilato sia Concita De Gregorio che Oscar Giannino in nome della sua radio gnè gnè e del suo patetico giovanilismo con rughe però rughe gné gné.
Anche quella delle radio gné gné è una conduzione famigliare. In onore alla Famiglia d’Italia che evidentemente vuole un’Italia gné gné.

Ecco il risultato del cretino che se la prende on Immuni e non s’accorge che mentre lui pensa di perdere le libertà individuali installando l’app che pretende di tracciare i casi di Coronavirus, la bella Italia dove a fare opposizione non sono i partiti, ma quelli che c’hanno soldi (ne avranno sempre di più sulla pelle del cretino) costruisce l’Italia gné gné per il cretino gné gné che ascolta le radio gné gné, e non ha nemmeno l’intelligenza sufficiente a pensare che mentre lui si incazza contro Immuni ha già, da almeno un decennio, consegnato tutta la sua vita a Facebook e senza che il capo del social blu gli abbia mai spiegato cosa farà con le sue informazioni personali.

 

(27 giugno 2020)

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