Il primo Tricolore alle associazione che operano per il contrasto alle mafie

0
40

di Redazione #ReggioEmilia twitter@gaiaitaliacomRE #Antimafia

 

E’ un Primo Tricolore antimafia quello che il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e l’assessora comunale alla Cultura della legalità Natalia Maramotti hanno conferito oggi in sala del Tricolore ad alcune associazioni impegnate nella lotta contro le mafie. Si tratta di associazioni che negli anni hanno portato avanti, in collaborazione con il Comune, iniziative di sensibilizzazione contro la criminalità organizzata e contrasto delle infiltrazioni mafiose, in particolare attraverso azioni di sensibilizzazione verso i giovani.

Libera Reggio Emilia, Movimento Agende rosse, Papa Giovanni XXIII hanno quindi ricevuto una copia del Primo Tricolore quale riconoscimento pubblico per l’impegno svolto nei confronti non solo dei ragazzi ma dell’intera comunità. Tra i premiati c’è anche l’associazione Corto circuito, che opera a sua volta per il contrasto alle mafie e che ritirerà il premio nei prossimi giorni in quanto oggi non è potuta essere presente in Sala del Tricolore per impegni programmati da tempo precedente.

“La sala del Tricolore, che è stata culla di uno dei primi atti di costruzione dell’unità e della democrazia nel nostro paese, è oggi luogo di riferimento per la costruzione della cultura della legalità. In questa sala, grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni, si sono riunite negli ultimi anni magistrati, procuratori, ricercatori, giornalisti provenienti da tutta Italia per riflettere sul fenomeno mafioso in un’opera di grande sensibilizzazione collettiva – ha detto il sindaco Vecchi consegnando il premio alle associazioni – E’ stato fatto inoltre un grandissimo investimento per raccontare il processo Aemilia e per coinvolgere i ragazzi sui temi della legalità. Per questo oggi Reggio consegna il Primo Tricolore a chi è stato protagonista di questo impegno costante a favore del bene comune”.

I premi sono stati ritirati da Matteo Iori, presidente del centro sociale Papa Giovanni XXIII, Manuel Masini di Libera coordinamento di Reggio Emilia e Marga Maria Venturi del Movimento agende rosse di Reggio.

L’importanza della conoscenza della storia e delle strategie utilizzate da fenomeni mafiosi, è oggi una delle “armi” che meglio consente di sensibilizzare i giovani nella lotta per la legalità nel proprio vivere quotidiano, una lotta che le associazioni hanno saputo tradurre in iniziative, laboratori e incontri condotti nelle scuole reggiane.

E proprio per supportare la conoscenza quale strumento del cambiamento, il Comune ha sostenuto in questi anni il progetto “Cultura della legalità” che prevede: da un lato l’apertura del Centro di documentazione sulle mafie (attivo a Villa Cougnet in via Adua 57) dove è possibile consultare studi, atti e testimonianze sui temi della legalità e della lotta alle mafie; dall’altro l’attivazione, insieme alle associazioni oggi premiate, di molteplici percorsi di sensibilizzazione e formazione presso le scuole secondarie della città sui diversi temi che riguardano al sfera della legalità e della cittadinanza responsabile: regole, Costituzione, cittadinanza, partecipazione, diritti, rispetto e relazioni, bullismo e cyberbullismo, doping, gioco d’azzardo, narcotraffico e consumo di sostanze, ecomafie, ecc. Tra le classi coinvolte, quelle del liceo Matilde di Canossa, liceo Moro, istituto Tricolore, scuola media Aosta, Scaruffi, istituto Motti, istituto Filippo Re, Bus-Pascal.

 

 

 





 

(14 marzo 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata