Avrebbe colpito ripetutamente le vetrate di un istituto bancario con un pesante catenaccio in ferro, per poi opporre una strenua resistenza fisica al momento del controllo. A seguito delle segnalazioni giunte alla Centrale Operativa, i militari si recavano nell’immediatezza sul posto e, constatando che l’uomo si era giĂ allontanato, avviavano tempestive ricerche che permettevano di rintracciare e identificare il presunto responsabile. Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere, i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Principale hanno così denunciato un trentenne originario della Guinea alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci. Gli accertamenti relativi al procedimento in fase di indagini preliminari proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi, al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.
I fatti risalgono alla tarda mattinata del 14 aprile quando i militari della stazione di Reggio Emilia Principale, su input della Centrale Operativa, intervenivano d’urgenza in via Ariosto presso l’istituto bancario BCE, in quanto era stato segnalato un uomo che in forte stato di agitazione colpiva con una catena le vetrate di un istituto bancario del centro cittadino. Giunti sul posto nell’immediatezza, i militari accertavano che l’uomo segnalato si era giĂ dileguato. Acquisite le descrizioni fornite da alcuni presenti che avevano assistito alla scena, i militari si mettevano immediatamente sulle sue tracce. Le ricerche si spostavano rapidamente nelle zone limitrofe: l’attivitĂ dei militari permetteva di individuare il soggetto poco dopo in viale Montegrappa, dove era stato rintracciato da una pattuglia della Polizia di Stato precedentemente allertata. Al momento del fermo, l’uomo si trovava in stato di forte agitazione, tanto da dover essere messo in sicurezza con l’uso delle manette a causa dell’insofferenza manifestata al controllo. Nelle sue immediate vicinanze, i militari rinvenivano e recuperavano la catena in ferro, lunga 125 cm, brandita poco prima senza alcun giustificato motivo.
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Leggi l'articolo →L’uomo veniva pertanto accompagnato presso il Comando di Corso Cairoli, dove durante le operazioni di identificazione e i successivi adempimenti di rito, continuava ad opporre una decisa resistenza fisica ai militari operanti che a fatica riuscivano a sedare. Il catenaccio veniva sottoposto a sequestro. Alla luce dei fatti, il 30enne veniva denunciato alla Procura reggiana in ordine ai citati riferimenti normativi violati.
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