La politica della principiante all’attacco dell’Ente locale

di G.G. #Politica twitter@gaiaitaliacomRE #ReggioEmilia

 

Sono stato invitato poche sere fa alla riunione programmatica [sic] di un gruppuscolo di improvvisati politicanti senza nessuna preparazione né obbiettivo, che non fosse quello di manifestare il proprio sentirsi investiti della missione di salvare il Comune. Ho presenziato alla riunione in un baretto dalle gerenti chiassose, volgarotte e troppo invadenti, in una frazioncina che voterà per un comune poco distante.

Sono stato invitato in incognito, anzi mi sono fatto invitare dopo avere finto un interesse che sono ben lontano dal provare, e scrivere queste righe mi esporrà al rischio di essere schiaffeggiato dall’allegra attivista folgorata sulla via del Comune. La signora è una di quelle signore snob ed un po’ sgrammaticate, ma guai a dirglielo, che parla di decoro perché parlarne è meglio che sapere cos’è e praticarlo nella propria vita quotidiana e, indecorosamente, sproloquia di tutta una serie di problemi che vede solo lei e che vanno dalla strada troppo rumorosa – mi è stato detto poco dopo la fine della penosa riunione che possiede un cane che abbaia a tutti le ore del giorno e della notte perché fate quel che dico, ma non quel che faccio – a ciò che il Comune dovrebbe fare e non ha mai fatto. Proposte? Nessuna, se non piazzare il proprio patetico ego al centro della scena e la propria antipatica presenza al centro dell’agire politico. La signora era un po’ lì a giocherellare alla salvatrice della patria de noantri che ora che c’è lei tutto andrà bene.

Programma politico? Da sganasciarsi dal ridere. Anche se sentendoli parlare, questi quattro derelitti del riformismo della pantegana, ti fa pensare tristemente che il M5S ha fatto scuola e che ciò che sembra contare non è ciò che sei, ma ciò che racconti di essere e più ci credi tu stessa più sei convincente.

Non farò né il nome della lista civica, l’ennesima triste lista civica dove ci si sente buoni e capaci solo perché ci si è, perché nominarla potrebbe far venire la voglia a qualcuno di votarla, anche solo per compassione, e mi parrebbe che di incapaci al Governo ne abbiamo avuto abbastanza, e non solo dopo il 4 marzo 2018.

Vi regalo questa triste esperienza – in sé e nella sua essenza assolutamente esilarante – per il gusto del racconto e della boutade irrispettosa che, a pensarci bene, è la stessa boutade irrispettosa che una sessantenne incolta che si sente una statista inarrivabile ha proposto ad un gruppuscolo di astanti convinta di suscitare interesse. Il rischio, con l’aria che tira, è che ci sia riuscita.

 





 

(15 maggio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 

 

 





 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*