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“Vladimiro Estragone e i loro cugini”, al Teatro Cavallerizza il 4 e 5 marzo con Festina Lente

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di Redazione Spettacoli 

Dal 2003 Festina Lente Teatro porta avanti un progetto teatrale rivolto agli ospiti, ai volontari e agli operatori dei Centri di Salute Mentale di Reggio Emilia, Scandiano: un gruppo composto da attori fuori dagli schemi che collaborano con la regista Andreina Garella nella produzione di spettacoli.

Liberamente tratto dal celebre “Aspettando Godot” di Samuel Beckett è “Vladimiro, Estragone e i loro cugini” il nuovo progetto di Festina Lente Teatro in scena sabato 4 marzo (ore 20.30) e domenica 5 marzo (ore 15.30) al Teatro Cavallerizza, regia di Andreina Garella, ambientazione di Mario Fontanini, musiche di scena a cura di Ailem Carvajal.

Realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, AUSL Dipartimento Attività Integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Reggio Emilia, Scandiano, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Associazione Sostegno e Zucchero, lo spettacolo rientra all’interno del progetto regionale Teatro e salute mentale, promosso dalla Regione Emilia-Romagna – Assessorato politiche per la salute e Assessorato alla cultura e paesaggio.

In scena un gruppo di attori fuori dagli schemi, con fragilità psichiche – composto da Fabio Barbieri, Stefano Barbieri, Antonio Cirillo, Giovanni Coli, Flavio Ferrari, Stefania Ferrari, Gaia Gambarelli, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Lucio Pederzoli, Arianna Stanzani, Massimo Torri – capaci di trasformare la fatica del vivere in poesia, che con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali, prendono parola e con i loro corpi danno spazio ad altri modi di essere liberandosi da stereotipi e luoghi comuni. Il teatro incontra “l’altro”, ricorda che è possibile vivere in un altro modo e che ci sono altre possibilità di stare al mondo.

Protagonista dello spettacolo è l’attesa. In attesa di un possibile cambiamento o di una trasformazione, in scena i personaggi, che vivono fuori dal mondo, aspettano. Aspettano, forse, che ci sia più tempo o il tempo del gioco e della festa; si vogliono abbandonare all’indugio e riappropriare della stanchezza, della noia. Abituati ad un quieto non fare, capaci di vedere e di stupirsi delle meraviglie del mondo, stanchi di inseguire sempre traguardi, mete, scopi, spesso fonti di dolore, incapaci di agire. “Andiamo”, ripetono, ma non si muovono. Aspettano di vedere le cose in modo nuovo, di ritrovare l’essenza della vita umana.

Il trascorrere del tempo è il loro passatempo, sempre uguale e inesorabilmente vuoto; basta una foglia che cade per attizzare il fervore di un’azione, di un fare che determina il contatto con chi non si fa vedere e non arriva e ne stimola la descrizione, anche la più assurda ma pur sempre veritiera. A due a due si danno appuntamento su una panchina, a due a due si confrontano, a due a due se ne vanno sostituiti da altri due e ancora da altri due che rinnovano il rito dell’attesa a loro modo, senza strafare, ragionano, non si dileguano e gentilmente immaginano o inventano un protagonista che non arriva.

Festina Lente Teatro è un’associazione culturale che, nata nel 1997 dalla collaborazione fra Andreina Garella e Mario Fontanini e dall’unione delle loro esperienze, propone un teatro attento alla società, indicatore di eventi e cambiamenti che modificano il modo di essere, un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. Un teatro che fa drammaturgia con i racconti di donne migranti, con le visioni poetiche dei matti, con le storie di donne indigene, con i disagi, con i razzismi e le discriminazioni. Raccoglie nella grande discarica dei valori ciò che quotidianamente viene dispensato dalle relazioni tra gli uomini, fino ad entrare nell’animo dello spettatore attraverso i difetti di fusione del suo sentire. Piccole fessure attraverso le quali contaminare, emozionare, far vacillare.

 

(2 marzo 2023)

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