La storia di Germano Nicolini, un uomo giusto, un Hombre vertical nel senso più pieno della definizione. Partigiano, sindaco, marito e padre. Condannato innocente non accetta mai una colpa che gli è estranea non solo giuridicamente, ma soprattutto idealmente e moralmente.
Il comandante “Diavolo” rimane stritolato dalle logiche della guerra fredda, scelto come obiettivo da apparati dello Stato e dalla Chiesa, è abbandonato, per ragioni di partito, dal P.C.I., locale e nazionale che, pur cosciente della macchinazione, preferisce proteggere altri dirigenti forse più omogenei alla linea del partito. Scarcerato dopo dieci anni, Nicolini rifiuta l’ingiusta condanna scontata e, proclamando sempre la sua estraneità all’omicidio di don Pessina, lotta fino alla revisione del processo e al riconoscimento della sua innocenza.
Quarantottenne denunciato: danneggiava gli specchietti della auto in sosta
Nel corso della notte, avrebbe preso di mira alcune autovetture parcheggiate sulla pubblica via nel centro abitato di... →
Dopo 47 anni di sofferenza e battaglie, il “Comandante Diavolo“ torna ad essere un uomo libero da ogni sospetto e uno dei simboli più limpidi della Resistenza e della democrazia italiana.
Appuntamento il 24 ottobre alle 21.00 a San Martino in Rio (RE), alla Rocca Estense (Sala d’Aragona).
Assemblea generale di Confindustria Reggio Emilia: gli auguri della Provincia al nuovo presidente Alessandro Malavolti
In occasione dell’Assemblea generale di Confindustria Reggio Emilia, svoltasi giovedì 9 luglio al Teatro Municipale Valli, il presidente... →
Cent’anni di rettitudine
La storia del Comandante Diavolo e del processo don Pessina
di Fausto Nicolini, Massimo Storchi
prefazione Giuliano Pisapia
Postfazione di Frediano Sessi
(23 ottobre 2023)
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata



