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Ci piace l’idea di ringraziare Giuseppe Conte

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di Gaiaitalia.com Notizie, #Politica

Non abbiamo mai risparmiato critiche a nessuno, quando ritenevamo le meritassero. Proprio a nessuno: e in un paese di politologi all’occorrenza, virologi e allenatori, in un paese di Zelig insomma, dove tutti sanno tutto soprattutto di ciò che non sanno nulla, ci hanno insultati perché saremmo filo-grillini, poi anti-grllini, poi filo-PD, poi anti-PD, quindi filo-renziani poi anti-renziani, poi anti-Toti, ma filo centrodestra, quando l’unica realtà di questo quotidiano indipendente di Politica, Cultura e Opinioni è quella di essere, appunto, un quotidiano di Politica, Cultura e Opinioni.

I nostri collaboratori scrivono ciò che vogliono. Proprio così. Non si cambia una virgola. Ci sono due sole regole da rispettare qui dentro: l’antifascismo e l’antirazzismo.

Così speriamo di non essere ulteriormente insultati come anti-Conte o definiti filo-Conte se ci permettiamo di ringraziare Giuseppe Conte per un motivo che va al di là di ciò che è stato il valore reale o assegnato del suo lavoro politico (svolto in circostanze terrificanti per tutti i presidenti del consiglio in pectore che insultano cani e porci sui social); grazie a Giuseppe Conte per la sua gentilezza e cortesia e per la sincera partecipazione umana con le quali ha seguito le difficilissime vicende dell’Italia che ha governato. Riuscendo a comunicarla ad ogni intervento, con correttezza, pacatezza e un savoir faire dal quali molti dovrebbero imparare. A partire da quelli e quelle dei discorsi insultanti nelle aule parlamentari.

Ci basta questo per dirgli grazie, un grazie che sentiamo – umanamente – di dovergli rivolgere con tutta la sincerità possibile. Ora se volete insultateci, tanto per cambiare. E magari tra un insulto e l’altro pensate che i risultati delle scelte politiche di un governo difficilmente si vedono in poche settimane. Gli effetti, positivi o negativi, arrivano anni dopo.

Inutile ricordarvi quanti anni sono passati dal “nuovo miracolo italiano” del 1994 allo spread a 522,11 del 2011 grazie alla finanza creativa della beata coppia Tremonti-Berlusconi (e Meloni e  Salvini erano già lì).

 

(4 febbraio 2021)

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