Sarkozy va in galera accompagnato dalla moglie, mano nella mano, tra ali di sostenitori urlanti (“Nicolas! Nicolas! Nicolas!”… Ma c’è anche qualche “Menteur! Menteur!”, perchĂ© notoriamente la folla è come certo giornalismo a libro paga. Grida e fa il tifo).
Naturalmente le note reti italiane giustizialiste con l’opposizione e garantiste solo con le destre (anche quelle all’estero), hanno parlato di gogna mediatica, perchĂ© se uno è condannato e mandato in galera perchĂ© ha distratto fondi dalla Libia che poi ha usato impropriamente (condanna in primo grado, gli avvocati sarkoziani sono al lavoro), qualcuno che dai media lo difenda dalla gogna mediatica ci deve pure essere. Anche dall’Italia. Che fa tanto provincia invidiosa.
Quando (e soprattutto) se la scelta è quella di deviare l’attenzione da ciò che succede nella politica italiana soffermandosi su ciò che con la politica italiana non ha nulla a che vedere. Punto di confronto critico sulla questione Sarkozy? Il furto al Louvre, per sottolineare che forse in Francia non va tutto bene. Questo, evidentemente, si ritiene essere giusta strategia per portare le menti semplici a pensare che l’Italia di Meloni sia meglio della Francia di Macron.
Anche questa è propaganda. E a tirare fuori Sarkozy di galera ci pensano i suoi avvocati. Non c’è bisogno della difesa d’ufficio dei conduttori a libro paga di reti dallo stile informativo sempre piĂą discutibile.
(21 ottobre 2025)
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