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Persecuzioni e minacce di morte all’ex moglie e al nuovo compagno di lei: divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico

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Non accettava la fine del matrimonio né, tanto meno, che l’ex moglie si fosse rifatta una vita accanto a un nuovo compagno. È per questo motivo che un uomo di 52 anni residente a Reggiolo ha trasformato la quotidianità della coppia in un vero e proprio incubo fatto di pedinamenti assidui, insulti pubblici, manovre intimidatorie e continue minacce di morte. Una pressione psicologica costante e soffocante che andava avanti da mesi e che ha ingenerato nelle vittime un perdurante e grave stato di ansia e di timore per la propria incolumità, costringendole a stravolgere radicalmente le proprie abitudini di vita: dal cambio di residenza all’evitamento dei soliti negozi e locali pubblici, fino a doversi spostare in altri comuni anche solo per fare la spesa in tranquillità.

A porre fine a questa escalation di condotte persecutorie è stata la tempestiva attività investigativa condotta dai Carabinieri dei Carabinieri di Reggiolo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci. Gli elementi raccolti hanno portato il Giudice per le Indagini Preliminari ad accogliere le richieste della Procura reggiana ed emettere nei confronti del 52enne un’ordinanza cautelare che dispone il divieto assoluto di avvicinamento a meno di 1.000 metri dalle persone offese e dai luoghi da loro frequentati, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico per il monitoraggio a distanza e il divieto di comunicare con loro con qualsiasi mezzo.

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Dalle risultanze investigative è emerso un presuntivo quadro persecutorio sistematico ed evidenziato da una progressiva gravità, condotto da novembre 2025 fino ad agosto 2026 dal 52enne residente a Reggiolo, peraltro già condannato in passato con sentenza irrevocabile per il reato di maltrattamenti in famiglia in danno dell’ex moglie. Le circostanziate denunce-querele presentate dalle persone offese — la ex moglie di 48 anni e il suo compagno di 47 anni, residenti nella bassa reggiana — uniti ai riscontri testimoniali ed esecutivi, hanno ricostruito precisi episodi. L’indagato avrebbe seguito sistematicamente la coppia nei centri abitati di Novellara, Reggiolo e Guastalla. Tra gli episodi documentati figurano pedinamenti presso un tabaccaio della piazza principale di Novellara e tra le corsie di un supermercato di Reggiolo, dove si interponeva tra le corsie rivolgendo alle vittime frasi offensive, provocazioni e gesti a sfondo sessuale. In almeno 4 o 5 occasioni la coppia ha sorpreso l’indagato ad appostarsi nei supermercati frequentati per la spesa. Questa presenza oppressiva ha costretto le vittime non solo a cambiare abitualmente esercizio commerciale, ma persino a fare la spesa in comuni di altre province per evitare scontri. Il compagno 47enne è stato più volte affiancato dall’indagato in auto mentre percorreva in bicicletta il tratto tra casa e il centro abitato. L’uomo abbassava il finestrino insultandolo e urlando frasi del tenore minatorio del tipo “non arrivi fino a Pasqua” e “ti taglio la gola”, accompagnate dal gesto del taglio del collo mimato con le dita. A giugno, durante la festa cittadina a Reggiolo, l’indagato si è avvicinato al compagno colpendolo con una forte spallata per provocare una rissa, per poi rivolgergli nuovamente minacce di morte e insulti davanti ai presenti. Ma non solo: l’indagato ha diffuso nei bar e nel paese notizie false sostenendo che la coppia faceva uso di sostanze stupefacenti, ha minacciato la donna di contattare il suo nuovo datore di lavoro per screditarla e ha cercato informazioni sugli spostamenti della coppia tramite terze persone. A luglio 2026, la donna ha inoltre scoperto che l’ex marito custodiva su un calendario gli appuntamenti medici dei figli e gli impegni di lavoro del nuovo compagno.

Il 20 luglio 2026 l’uomo si è quindi si è reso protagonista di un sorpasso azzardato ponendosi a poca distanza dall’auto delle vittime; il 29 luglio 2026, a Reggiolo, ha bloccato la manovra dell’auto dell’ex moglie facendo retromarcia e pretendendo che cercasse il suo cane scappato, costringendola a chiamare il 112; il 2 agosto 2026 ha infine inviato messaggi ed effettuato telefonate intimidatorie verso i familiari del compagno. Gravi condotte quelle subite dalle vittime che riscontrate dai militari di Reggiolo, hanno portato all’odierno provvedimento cautelare richiesto ed ottenuto dalla Procura reggiana. I Carabinieri di Reggiolo, ricevuta l’ordinanza applicativa della misura, vi davano esecuzione sottoponendo al provvedimento cautelare l’uomo.

 

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(18 agosto 2026)

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