Festival Aperto, in collaborazione con STU Reggiane, porta alle Officine Reggiane Square Reggio Emilia di Lorenzo Bianchi Hoesch. Si entra nell’area esterna del Parco Innovazione in gruppi di tre o quattro persone, uno ogni cinque o sette minuti, con gli auricolari nelle orecchie e la voce di Fiorenza Menni che indica dove andare. Quarantacinque minuti dopo si esce senza sapere più con certezza quali suoni ci fossero davvero.
Square nasce da Proxemic Fields, la ricerca condotta da Bianchi Hoesch tra il 2016 e il 2017 all’Ircam/Centre Pompidou di Parigi, e si fonda su due strumenti ordinari usati fuori posto: le registrazioni binaurali, che in cuffia restituiscono uno spazio acustico tridimensionale a 360 gradi con un realismo quasi indistinguibile dall’ascolto diretto, e la domotica di consumo, sottratta alle sue funzioni domestiche. La prima versione, nel 2017, era dedicata a place Igor Stravinsky, la piazza parigina sotto la quale si trova l’Ircam stesso. Sono seguite Bolzano, Milano per FOG alla Triennale, Bologna, Collegno alla Lavanderia a Vapore.
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A Reggio Emilia il luogo sono le Officine Meccaniche Reggiane. Qui si sono costruiti locomotive e aerei; poi sono arrivati i bombardamenti, l’occupazione operaia, la chiusura. Negli anni dell’abbandono i capannoni sono diventati un riparo per chi non aveva un altro posto dove dormire e una superficie per i writer; oggi ospitano imprese, laboratori e cantieri aperti. Ciascuno di questi gruppi ha usato lo spazio a modo suo, e Bianchi Hoesch li ha cercati uno per uno, con interviste e registrazioni sul campo: ex operai, occupanti, writer, operatori sociali, un ex abitante, architetti, e chi nell’area lavora adesso. Quelle voci non restano materiale d’archivio. Montate dentro la passeggiata insieme a rumori e a musica composta, finiscono accanto ai suoni di oggi, e il confine tra le due cose smette di essere netto. La storia delle Reggiane non viene raccontata in ordine: si sente per strati, un passo dopo l’altro.
Il resto lo fa l’ambiguità. Un passo alle spalle, un motore che forse non c’è, una conversazione che non si capisce da dove arrivi. Il dubbio non si risolve, ed è esattamente il punto: quello che vediamo dipende da quello che sentiamo, e cambiando il suono di un luogo cambia il luogo.
Come partecipare
Square si ascolta con il proprio telefono. Ogni partecipante deve presentarsi con uno smartphone carico, con i propri auricolari o cuffie e con una connessione dati attiva: l’audio arriva da una pagina web che si apre sul posto, non da un’applicazione da scaricare.
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Venerdì 2 e sabato 3 ottobre, dalle ore 16
Officine Reggiane, area esterna
SQUARE REGGIO EMILIA
Lorenzo Bianchi Hoesch
concezione e composizione Lorenzo Bianchi Hoesch
voce narrante Fiorenza Menni
in collaborazione con Victor Audouze
ricerca e sviluppo David Poirier-Quinot, Benjamin Matuszewski
collaborazioni scientifiche Norbert Schnell, Olivier Warusfel, Frédéric Bevilacqua (IRCAM-STMS), nell’ambito di una residenza artistica presso Ircam/Centre Pompidou
con la partecipazione di Valerio Bondi, Michele Bellelli, Savio Ruggeri, Anna Fornaciari, Anastasia Fontanesi, Federica Ferraguti, Luca Torri, Stefano Boni, Alessia Malaga, Andrea Oliva (architetto), Andrea (writer), Luca Molinari (curatore), Andrea Zamboni (Zamboni Associati Architettura), Massimo Magnani, Omar (ex abitante), Valentina Picello, Amir ElSaffar, Szuhwa Wu, Deborah Lopatin
collaborazione sul territorio Luca Torri
produzione esecutiva Ornithology Productions
amministrazione e produzione Christian Girardot
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri, in collaborazione con STU Reggiane, con il supporto di Ircam/Centre Pompidou
Durata: 45 minuti
Accesso a gruppi di 3-4 persone ogni 5-7 minuti
Informazioni e biglietti: www.iteatri.re.it
Festival Aperto è il festival della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, con il Reggio Parma Festival, dedicato a musica e danza contemporanee, performance e teatro musicale. La XVIII edizione si svolge dal 12 settembre al 15 novembre 2026 con oltre trenta spettacoli e quindici tra produzioni, coproduzioni, prime assolute e prime italiane, nei teatri della città e fuori, dalle ex Officine Reggiane alla Collezione Maramotti. Il titolo, Benvenuti in tempi interessanti, viene da un saggio di Slavoj Žižek e da un augurio che suona gentile ed è in realtà una maledizione.
(1 ottobre 2026)
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