4.3 C
Reggio nell'Emilia
domenica, Febbraio 5, 2023

“Ad Auschwitz c’era la neve” Parole per la memoria con Beppe Carletti e Cisco. A Cavriago il 23 gennaio 2023

Altre da Reggio Emilia

Share

di Redazione Cultura

Il 27 gennaio in tutto il mondo si celebra la Giornata della Memoria. Per ricordare l’Olocausto, gli stermini, i milioni di morti. Ma anche per non disperdere le parole degli ultimi testimoni, di chi c’era e ha visto. Perché quegli orrori non si ripetano.

È il 27 gennaio 1945 quando l’Armata Rossa entra nel campo di concentramento realizzato dai nazisti a Oswiecim, cittadina nel sud della Polonia, conosciuta da allora col suo nome tedesco: Auschwitz. Oltre il cancello appare l’inferno. Per la prima volta il mondo si trova davanti alla realtà dello sterminio. Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi) è la scritta all’ingresso. Oggi è ancora lì. Nera, imperiosa, beffarda, sopra allo stesso cancello.

Con una legge, la n. 211 del 2000, l’Italia ha riconosciuto il 27 gennaio come «Giorno della Memoria». Lo scopo è ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali promulgate da Mussolini, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, e tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio.

A Cavriago (RE) si ricorderà “il Giorno della Memoria” lunedì 23 gennaio con Beppe Carletti leader dei Nomadi e Cisco. Sarà una serata di parole e musica con due artisti che da sempre sono impegnati a mantenere viva la memoria e a stare al fianco dei più deboli. Entrambi hanno preso parte negli anni al progetto di “Un treno per Auschwitz” della Fondazione Fossoli che per molti anni ha portato, partendo dalla stazione di Carpi dove vi era il Campo di Concentramento dal quale passò anche Primo Levi, migliaia di giovani ad Auschwitz. Una esperienza straordinaria che sarà al centro della narrazione di Beppe Carletti e Cisco.

“Nessuno fermò o fece deragliare quel treno, bombardò quelle ferrovie, tutti fecero finta di nulla o voltarono la testa da un’altra parte. La da ragazzina (13 anni), tra violenze inaudite, bastonate e irrisioni ho lasciato per sempre la mano di mio padre e di colpo sono diventata vecchia e sola. (LilianaSegre)

 

 

(22 gennaio 2023)

©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata