Panchine arcobaleno per dire “No” alle discriminazioni. Inaugurazione a Casalgrande (RE) il 23 ottobre

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panchina rainbow (immagine di reprtorio)

di Paolo M. Minciotti, #LGBTIQA+

Colpito da futuro “egualitarista” anche il Comune di Casalgrande si cimenta nella favolosa avventura delle panchine arcobaleno senza che, naturalmente e in un esercizio che è comune a tutte le giunte che amano più i simboli della reale educazione al rispetto, la giunta Daviddi rinunci al gioco di sentirsi buoni e pretende, in un sabato pomeriggio qualsiasi, forse perché pomeriggio di riposo, di lanciare un “messaggio chiaro contro le discriminazioni e a favore di una società più inclusiva” come da velina giunta in redazione.

Posto che le panchine verranno vandalizzate in breve tempo, come già successo a Scandiano e non certo su nostro invito ma per l’ignavia di una politica incompetente che sposa simboli di cui a malapena conosce il senso – parliamo alle giunte e non ai vandali – le due nuove Panchine Arcobaleno saranno realizzate sabato 23 ottobre: perché non il 18 novembre o il 28 giugno o nella Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo? Non si sa. Vero è che il 23 ottobre è il giorno in cui il sole entra in Scorpione, per gli appassionati, ma non declina nessuna giornata particolarmente legata ai Diritti. E’ uno e solo. E’ la tragedia dei numeri primi, diciamo.

Le panchine verranno realizzate a Casalgrande e Salvaterra con grande fanfara di tromboni schierati che vanno da consiglieri comunali, a gruppi di giovani con l’inspiegabile mancata presenza di Arcigay Gio’conda, associazione territoriale della provincia di Reggio Emilia che per motivi che ci sono ignoti, se anche li conoscessimo non cambierebbe molto, non è presente con nessun rappresentante.

Per fortuna c’è il pregnante intervento dell’assessora Farina: “Se qualche cittadino vuole aiutarci è ben accolto. Invito tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento molto significativo, esprimendo vicinanza [sic] alle persone discriminate per il loro orientamento sessuale. Speriamo che attraverso questi simboli di inclusione si possa sviluppare una importante riflessione tra i ragazzi”, perché è noto che sono i simboli a fare l’uomo e non l’educazione.

L’iniziativa, non è data notizia di seminari nelle scuole contro il bullismo omofobico, ben più importanti di panchine simboliche, nasce su proposta del PD locale con il capogruppo Matteo Balestrazzi che ha l’ardire di affermare, come da dichiarazione via ufficio stampa del Comune, che – in buona sostanza – “la lotta all’omofobia parte anche da qui, non dimentichiamolo” cioè dalle panchine arcobaleno. Viene da piangere.

Le persone omosessuali del territorio aspettano così con ansia quelle iniziative contro le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale (vengono definite “nuove disposizioni”, nuove per chi?) declinate come “una serie di azioni culturali che favoriscano la crescita della comunità in termini di consapevolezza e di rispetto delle diversità e contribuiscano alla costruzione di territori più sicuri ed accoglienti”. Bene. Propongano in giunta un Gay Pride a Casalgrande e ascoltino la risposta di qualche integralista di ispirazione religiosa presente in giunta, poi se ne riparla.

 

(20 ottobre 2021)

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