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Arrestato 56enne per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia

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Una violenta escalation di aggressività all’interno delle mura domestiche si è scatenata ieri notte in un’abitazione di San Polo d’Enza dove un uomo di 56 anni rientrato a casa ha tentato di costringere la moglie di 46 anni a un rapporto sessuale non consenziente. L’ha gettata a terra e, per impedirle di chiedere aiuto, le ha stretto una mano attorno al collo per soffocarne le grida, premendole contemporaneamente le dita negli occhi e tentando di strapparle i vestiti. Solo l’intervento del figlio 20enne che ha ingaggiato una colluttazione con il padre ha evitato ulteriori conseguenze consentendo peraltro l’immediato intervento dei Carabinieri allertati dal ragazzo. E’ stato inoltre scoperto che l’uomo, da oltre vent’anni, teneva condotte maltrattanti nei confronti della moglie.

Con le accuse di tentata violenza sessuale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia aggravati i Carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno tratto in arresto un 56enne residente a San Polo d’Enza, ristretto a termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

L’allarme è stato lanciato intorno alle 23:20 dell’altra dal figlio della coppia. Secondo quanto ricostruito dai militari operanti, l’uomo ha tentato di costringere la moglie di 46 anni a un rapporto sessuale non consenziente. La dinamica emersa è risultata di particolare brutalità: l’aggressore ha gettato la donna a terra e, per impedirle di chiedere aiuto, le ha stretto una mano attorno al collo per soffocarne le grida, premendole contemporaneamente le dita negli occhi e tentando di strapparle i vestiti. Le grida della vittima sono state udite dal figlio convivente di 20 anni, il quale è immediatamente accorso in difesa della madre. Ne è scaturito un acceso confronto fisico in cui il giovane, nel tentativo di proteggere la donna e sé stesso dall’aggressione del padre, ha risposto ai colpi ricevuti. La colluttazione, terminata con ferite al volto per entrambi, ha costretto l’aggressore ad abbandonare l’abitazione prima dell’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri allertato dallo stesso ragazzo. Al loro arrivo, i Carabinieri hanno riscontrato evidenti segni di violenza: la donna presentava rossori sul collo compatibili con il tentativo di strangolamento, mentre il giovane riportava diverse escoriazioni. Dalle indagini è emerso un quadro di vessazioni fisiche, verbali ed economiche che durava ormai dal 2003.

L’uomo è stato poirintracciato presso il pronto soccorso di Reggio Emilia, dove si era recato per le cure mediche. Alla luce dei fatti ed avendo acquisito a carico del 56enne elementi di presunta responsabilità in ordine ai citati riferimenti normativi violati l’uomo veniva dichiarato in arresto in flagranza, ed al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia a disposizione della Procura reggiana. Le testimonianze delle vittime sono state giudicate precise e concordanti ed hanno evidenziato come solo il coraggioso intervento del figlio abbia evitato conseguenze ancora più drammatiche.

 

 

(12 gennaio 2026)

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