Ha preso avvio in questi giorni un’importante azione di salvaguardia del patrimonio librario antico e storicamente rilevante della biblioteca Panizzi conservato nei depositi. Grazie a un accordo tra il Comune di Reggio e il Coordinamento Provinciale delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile, è in corso un intervento che permette di mantenere alcuni dei tesori della biblioteca in ottimo stato di conservazione e di prevenire danni causati dal tempo o derivati da agenti esterni, quali muffe o attacchi di insetti xilofagi o più semplicemente dalla polvere. L’intervento riguarda diverse tipologie di materiali: volumi a stampa antiche, prodotti della grafica, archivi, periodici e altro, e rappresenta un patrimonio di straordinario valore, non solo in quanto depositario della memoria storica locale ma anche come risorsa documentaria di valenza nazionale e internazionale.
Attraverso l’utilizzo della “Depulvera”, macchinario in dotazione alla biblioteca, o attraverso intervento manuale, i documenti antichi e di pregio della sezione Conservazione vengono sottoposti ad azioni di spolveratura e pulitura dai volontari della Protezione civile, presenti settimanalmente in biblioteca con squadre di tre-quattro persone con formazione specifica per la Salvaguardia dei beni culturali. Contestualmente viene effettuato il monitoraggio dello stato di conservazione dei volumi e delle carte d’archivio, con eventuale sostituzione degli elementi di protezione non più idonei alla conservazione (carte di protezione delle coperte o di camicie d’archivio oramai deteriorate), per garantirne la sopravvivenza in buona salute.
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“Si tratta di un intervento prezioso che ci consente di mantenere in ottimo stato di salute il patrimonio antico della biblioteca e di assicurarlo alla pubblica fruizione ancora per molto tempo, perché possa essere bene collettivo a tutti gli effetti – commenta l’assessore comunale alla Cultura Marco Mietto – Per questo ringrazio le organizzazioni di volontari coinvolte perché ci aiutano nel compito di salvaguardia straordinaria anche in caso di calamità”.
Il patrimonio interessato comprende, al momento, circa 80mila volumi, tra cui quelli della Biblioteca popolare, fondata nel 1910 sotto la presidenza di Camillo Prampolini nel tentativo di avvicinare alla lettura tutte le fasce della popolazione, su cui si è concentrata la prima fase dell’intervento. Completata questa sezione, si passerà alla pulitura dei quotidiani antichi e più recenti, rilegati in volumi di grande formato.
L’accordo stipulato, della durata di un anno, nasce su iniziativa della Protenzione civile comunale in osservanza alle disposizioni della normativa vigente e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per l’Emilia-Romagna e prevede, oltre a questo intervento di manutenzione, l’identificazione del patrimonio documentale raro e di particolare pregio da mettere in sicurezza in via prioritaria in caso di emergenze derivate da eventi violenti, come alluvione, perdita d’acqua, terremoto.
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Cosa che si è già verificata a seguito del nubifragio che si è abbattuto su Reggio lo scorso 15 luglio e che ha danneggiato, causa percolazione di acqua, alcuni volumi custoditi nel deposito interrato della Biblioteca Panizzi. I danni hanno interessato volumi novecenteschi quali repertori bibliografici e cataloghi di manoscritti, opere non di frequente consultazione ma che costituiscono gli strumenti di lavoro per studiosi, bibliologi e codicologi. I volumi danneggiati sono almeno una cinquantina, ma, con l’aiuto dei volontari, le pagine bagnate sono state interfoliate con carta assorbente, in modo da velocizzare l’assorbimento dell’umidità e scongiurare la formazione di muffe. I volumi sono stati poi trattati con soluzioni idro-alcoliche e sali quaternati di ammonio.
I volontari del Gruppo per la Salvaguardia dei beni culturali attivi presso la biblioteca Panizzi appartengono a diverse associazioni afferenti al Coordinamento provinciale della Protezione civile e hanno seguito una formazione specifica per poter intervenire durante le emergenze per mettere in sicurezza ogni tipologia di beni culturali mobili. Si tratta del primo gruppo di questo genere costituitosi in Regione Emilia-Romagna già nel 2012. Ha contributo, insieme a un gruppo analogo di Ferrara, al salvataggio del patrimonio culturale danneggiato in occasione delle alluvioni verificatesi in Romagna negli ultimi anni.
(28 luglio 2026)
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