di G.G. #Lopinione twitter@reggioemilnotiz #Politica
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Dopo l’insensata uscita della candidata leghista alla regione Toscana, quella candidata che vorrebbe in lista addirittura Casapound perché tanto “non ha più senso essere antifascisti” e il “fascismo non esiste più”, ci saremmo aspettati dai Comuni della provincia reggiana, dal Sindaco del capoluogo, da tutte quelle realtà che il fascismo hanno pesantemente subito, e vittoriosamente sconfitto, una levata di scudi in piena regola per dire “No” forte e chiaro.
Abbiamo visto un gran deserto di dichiarazioni. Forse che l’atteggiamento moderato del Governatore Bonaccini che non ha mai risposto alle frecciate finto-ideologiche della sua avversaria la leghista sconfitta ha fatto scuola?
Non sappiamo. Certo è che viste le reazioni alle dichiarazioni della candidata di Salvini, già sindaca di Cascina ed europarlamentare, ora provocatoriamente ad alimentare la necessità di istituzionalizzare Casapound come già la Lega ha fatto in Umbria, in nome di un antifascismo demodé, qualche reazione di un certo peso da uno dei tanti Comuni Medaglia d’Oro della Resistenza nella lotta al nazifascismo nel reggiano ce la saremmo aspettata.
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Lo scriviamo senza nessun tipo di attaccamento al passato o di nostalgia per le cortine ideologiche, ma l’Italia resta per la Costituzione una Repubblica fondata sul lavoro che ripudia il fascismo. Ecco quindi che a seguito di dichiarazioni estreme, estremistiche ed irriverenti e divisive come quella della leghista messa lì da Salvini, due parole reggiane per ricordare che l’Italia è antifascista per Costituzione – fino a prova contraria – l’avremmo voluta leggere. Poi magari ce la siam persa.
Proprio in nome di quella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana che vieta la riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista, la quale pur essendo inserita tra le disposizioni transitorie e finali, ha carattere permanente e valore giuridico pari a quello delle altre norme della Costituzione.
(15 luglio 2020)
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