di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica
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Che questo sia stato un anno di merda, si scrive senza girarci troppo attorno, è un dato di fatto. Che di questa anno terrificante il governo Conte (si fosse chiamato governo Salvini, Berlusconi o Meloni d’Italia sarebbe stato lo stesso) abbia anche responsabilità è discutibile – a meno che qualcuno non voglia incolpare i governi delle pandemie, una ogni cento anni mediamente, da quando registriamo ciò che ci succede.
E’ invece assai più discutibile l’atteggiamento del Governo di questi ultimi mesi che sembra avere maturato in sé l’idea che le cose si sistemeranno semplicemente perché al Governo c’è questo governo, che è un po’ il delirio che ha animato la sinistra in Italia negli ultimi settant’anni e che questo governo dal colore leggerissimamente rosa pallido appena accennato lo stia inconsapevolmente mutuando. Per farlo proprio, con l’inconsapevolezza degli stolti.
Le cose non vanno mai come si vorrebbe quando si comincia a pensare che tutto andrà bene semplicemente perché noi siamo dove siamo. I due mattei (il Salvini e il Renzi) hanno solida esperienza sull’argomento e ve lo possono raccontare.
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Registriamo un eccessivo utilizzo della prima personale singolare (IO) nei discorsi di Giuseppe Conte. Non è un buon segno. Contemporaneamente registriamo che il pensare di fare bene semplicemente perché si fa qualcosa non è sufficiente. E con questi chiari di luna è invece importante fare la cosa giusta. O almeno avvicinarsi il più possibile al bersaglio. E per farlo tocca togliersi i paraocchi dell’andrà bene perché ci sono io. A chiunque ci si riferisca con quell’IO.
(30 dicembre 2020)
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