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Matteo Salvini e il disagio “per le armi” si dimentica di quando diceva: “Affondare i barconi è guerra? Partiamo”

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di Giovanna Di Rosa

Il nuovo [sic] Matteo Salvini sta sperimentando il brivido della conversione pacifista, ed è incontenibile nel suo vendere dialogo come una vergine celebrerebbe la sua virtù. In politica ci sta tutto, e in questo paese siamo abituati davvero a vedere tutto, ma lasciateci dire che tutto ci sembra un po’ forzato come se una eccessiva prudenza nei confronti degli accadimenti fosse necessaria al di là della nostra umana immaginazione.

E’ vero che la conversione pacifista del Salvini è sospetta: nonostante la sua “difficoltà” a parlare di armi, c’è un passato con foto al seguito che dice il contrario; perché la memoria di Internet – al contrario della nostra – non si adatta ai nostri proclami ad uso politico. Resta lì. Immutabile come l’abitudine a nascondersi dietro un dito pensando di poter fregare chi ha la memoria corta. Succede poi che certi tweet salviniani abbiano vita corta a causa di dichiarazioni che sono andate in direzione contraria.


Parlando di migranti dalle pagine de Il Giornale l’11 maggio del 2015 Salvini usava altri toni. Ben più guerreschi. Certo, dal suo punto di vista palare di migranti era parte della sua missione ed è stupefacente, per noi che siamo così miseramente umani e ci piace persino sentirci buoni, passare dalla dichiarazione che leggete in basso al tweet che leggete in alto.

L’articolo de Il Giornale regalava poi altre dichiarazioni di pace dell’ora leader leghista, che doveva agitare il popolo leghista così da conquistarsi i galloni di Capitano (non gli sono serviti granché, col senno di poi).

Affondare nei porti libici i barconi che poi trasporteranno gli immigrati significa fare un atto di guerra? Allora partiamo con l’atto di guerra (…) L’Ue è una associazione a delinquere. Non l’Europa che può tornare ad essere un grande sogno. La burocrazia che hanno costruito è delinquenziale”.

La contestualizzazione della dichiarazione, una manifestazione pubblica con contorno di Casapound sta tutta a questo link.

Così che riesce molto difficile guardare alla conversione pacifista di Salvini senza ritenerla politicamente sospetta e pronta ad essere rinnegata, con stile, quello che gli è proprio, alla prima occasione favorevole, pronto a sposare qualunque posizione gli sembri utile a mantenersi in sella. Perché un Capitano che cade da cavallo alla fine finisce nella polvere come qualsiasi soldato semplice.

 

(23 marzo 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 



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