Cosa dire dell’orribile storia di Bibbiano che non sia già stato detto peggio da Di Battista, Di Maio e Salvini?

di G.G. #ReggioEmilia twitter@gaiaitaliacomRE #Lopinione

 

Bibbiano. Che può esserci ancora da dire che già non abbiano detto peggio, scagliandosi come moderni Torquemada, gettandosi sulle vittime innocenti con la colpevolezza di coloro che sanno che difendendo gli innocenti vedranno dimenticate le loro colpevolezze, Salvini e Di Maio Di Battista che grondano odio ad ogni biascicamento e fanno pestilenza di ogni loro intervento?

Nulla si può dire peggio. Molto si può dire meglio: che si tratta di una vicenda disgustosa che grida vendetta, ma che va lasciata in mano ai Tribunali che vieppiù in un paese in cui i politici non sanno scrivere le leggi o le fanno a loro uso e consumo si trovano a doversi barcamenare tra una giustizia devastata dalle destre al governo negli ultimi tre decenni e le moderne destre pro-popolo – così si fanno meglio i fatti loro – che tutto ciò che sanno fare è mettere alla gogna, saltando la giustizia a piedi pari, coloro che loro giudicano colpevoli guardandosi bene dal riferire in parlamento quando i casini riguardano loro.

Nulla si può dire peggio. Molto si può dire meglio: che il Sindaco di Bibbiano si è autosospeso dal PD, dopo che la Procura lo ha sospeso dal suo incarico, con un’operazione politica che molti tra quelli di prima gli Italiani dovrebbero fare: al contrario di Salvini il PD reggiano non lo ha portato, l’ex Sindaco – a nessuna riunione ufficiale, come invece il ministro dell’Interno ha fatto con Siri.

Nulla si può dire peggio. Molto si può dire meglio: ad esempio si può dire che di fronte ad una vicenda disgustosa che getta discredito su un’intero progetto di affido ed educazione, che coinvolge bambini, famiglie ed istituzioni, se non altro per rispetto di bambini e famiglie, si dovrebbe usare il silenziatore facendosi sentire nella sedi opportune che non sono le dirette Facebook, ministro Di Maio, che non sono le grida in piazza ministro Salvini, che non sono i libri della Fazi sgrammaticato Di Battista.

Verrebbe da aggiungere che i ministri-tribuno dovrebbero essere meno tribuno e più ministri, smettendola con la bieca propaganda ad uso imbecilli per togliersi voti, e cominciare a pensare ad un futuro di paese nel quale uscire dall’era dei bifolchi al potere, non per amore dei bifolchi, ma perché il medioevo tecnologico nel quale una ministra (del M5S) scopre addirittura che sulla Luna non c’è gravità è una cosa che grida vendetta. Se i ministri-tribuno fossero meno tribuno e più ministri, invece di giocare al massacro sulla pelle dei bambini-vittime e delle istituzioni da distruggere per la fondazione finale della democrazia illiberale che il loro maestro e mentore Vladimir Putin gli suggerisce con tali mezzi da convincerli profondamente, direbbero le cose come stanno: ad esempio che il Sindaco di Bibbiano non è indagato per abusi sui bambini, ma per falso in atto pubblico; dovrebbero dirlo non per amore verso il Sindaco di Bibbiano, ma per amore della verità. Ma per amare la verità e ricercarla bisogna avere una morale ed un’etica politica e ci sembra che questa gente che ha portato i forconi al potere etica politica e morale non sappiano nemmeno cosa sono.

Dovrebbero, i ministri tribuni, i curatori di saggi [sic] della Fazi, ricordarsi e ricordare ai loro scaltri elettori che l’associazione sotto accusa ha ricevuto finanziamenti dal Movimento 5 Stelle e sarebbe facile, oltre che falso, cercare una connessione tra una cosa e l’altra, costruirci sopra un articolo e popolare il web di accuse con foto montate ad arte, come il circolo perverso delle fake news veicolate su format russo ha insegnato a questi fornicatori della politica e dell’informazione, ma noi non siamo quella roba lì. Noi quelle cose lì non le facciamo.

Ciò che noi diciamo, e scriviamo, è che chi strumentalizza le sofferenze dei bambini a fini politici fa schifo. Lo diciamo e lo scriviamo mentre lo scrive anche Matteo Renzi. Lo scriviamo anche se non siamo renziani e non votiamo PD.

Se poi volete ascoltare Nek che grida “Noi vogliamo la verità” come se fosse dio, fatelo. Se volete dare retta a Meloni che corre in piazza a Bibbiano per una manifestazione, ma si guarda bene dall’organizzarne una a Piacenza contro la ‘ndrangheta per sputtanare uno del suo partito (che ha sospeso) accusato di esserne uno degli affiliati, fate pure.  Se poi, infine, volete credere che il ministro dell’Interno che con fare paternalista – e non paterno, ché le due cose non sono la stessa cosa – vi dice “presto verrò a Bibbiano” con l’aria di chi vi sta raccontando che salverà la vostra vita, credeteci. Da questo sogno irrazionale dal quale vi sveglierete disperati, prima o poi uscirete. E sarà tardi.

 

(22 luglio 2019)

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