Il referendum sulla giustizia non offre soluzioni reali ai problemi del sistema giudiziario italiano. Lentezza dei processi e inefficienze strutturali non si risolvono con interventi parziali e semplificati, ma con riforme organiche e investimenti concreti. Alcuni quesiti rischiano di indebolire l’indipendenza della magistratura e di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, principio fondamentale della Costituzione. In particolare, l’indebolimento del pubblico ministero e le modifiche ai meccanismi di autogoverno non migliorano l’imparzialità della giustizia, ma la espongono a pressioni esterne.
Anche l’estensione della responsabilità civile dei magistrati può favorire una “giustizia difensiva”, con effetti negativi sulla tutela dei diritti dei cittadini. Per queste ragioni, votare NO significa difendere la Costituzione e chiedere una giustizia più efficiente senza comprometterne l’autonomia e le garanzie fondamentali.
C’E’ CHI DICE NO!
Martedì 20 gennaio ore 20.45
Arci Fuori Orario
Via Don Minzoni, 96/B, 42043 Taneto RE
con:
CALOGERO GAETANO PACI – Procuratore di Reggio Emilia
CARLO LUCCARELLI – Scrittore e saggista
conduce Pierluigi Senatore
(19 gennaio 2026)
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