Una proposta già condivisa in queste ore con i sindaci reggiani, alla quale saranno invitati tutti i rappresentanti sociali, sindacali e datoriali già coinvolti in quel tavolo di lavoro. La Provincia di Reggio Emilia convocherà dunque il Patto per il Lavoro e per il Clima nella sua declinazione provinciale per aprire un confronto con istituzioni, parti sociali e rappresentanze economiche sulle conseguenze che la crisi energetica internazionale sta già producendo anche sul nostro territorio.
Il riferimento è al Patto per il Lavoro e per il Clima promosso dalla Regione Emilia-Romagna, sottoscritto nel 2020 da enti locali, sindacati, imprese, università, terzo settore, professioni e altri soggetti del sistema regionale, con l’obiettivo di accompagnare sviluppo, lavoro di qualità, transizione ecologica e coesione sociale. Una cornice che, fin dalla sua impostazione, prevede anche momenti di monitoraggio e la possibilità di tradurre gli indirizzi generali in percorsi territoriali anche a livello provinciale.
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Lo scrive il quotidiano Sassuolonotizie.it che riprende una nota stampa della Provincia di Reggio Emilia.
“L’obiettivo – dichiara Giorgio Zanni, Presidente della Provincia di Reggio Emilia – è costruire risposte territoriali concrete, con gli strumenti e le risorse disponibili, ma sarà fondamentale essere altrettanto chiari e unitari nel sollecitare con determinazione i livelli di Governo sovraordinati e fare lo stesso e assumere con urgenza le decisioni e gli atti necessari a dare risposta veloce e concreta a una crisi internazionale le cui dinamiche passano ben oltre i livelli decisionali locali. Proprio per questo convochiamo il tavolo: per ascoltare il territorio, fare la nostra parte costruendo risposte locali concrete con gli strumenti che abbiamo a disposizione ma anche per avanzare proposte e chiedere interventi urgenti, concreti e decisivi agli organi di Governo sovraordinati”.
L’aumento dei costi dei carburanti, che in queste settimane pesa su famiglie, lavoratori, imprese e bilanci degli enti pubblici, si inserisce infatti in un quadro segnato da tensioni geopolitiche, dal blocco dello stretto di Hormuz e da una forte instabilità dei mercati energetici internazionali. Una situazione che richiede serietà, capacità di lettura comune e rapidità di azione, per mettere a fuoco ciò che, a tutti i livelli, compreso quello locale, può essere utile mettere in campo.
“Come già avvenuto anche durante la pandemia – continua Zanni –, le amministrazioni locali reggiane non si sono sottratte alla complessità e a mettere insieme in campo ogni azione utile ad affrontare momenti di forte tensione economica e sociale. Allo stesso tempo però chiediamo che gli organi di Governo sovraordinati facciano lo stesso, predisponendo con urgenza le necessarie soluzioni, provvedimenti e risorse straordinarie in grado di dare risposta a una crisi che pesa sulle nostre comunità locali come sull’intero Paese”.
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L’obiettivo condiviso di Provincia e sindaci reggiani è quello di aprire un’ulteriore pagina di confronto con le parti sociali e datoriali, per continuare a lavorare con spirito di squadra su un piano di azioni verificabili e sostenibili: alleviare il carico economico sulle famiglie, sui soggetti fragili e sulle pubbliche amministrazioni, garantire la tenuta e la qualità dei servizi essenziali che i Comuni sono ogni giorno chiamati ad erogare, sostenere la tenuta e la competitività del sistema economico locale e la tutela del mondo del lavoro, ma anche costruire una piattaforma condivisa che raccolga ed evidenzi difficoltà, richieste e necessità da sottoporre ai livelli di Governo sovraordinati, dai quali ci aspettiamo risposte urgenti.
(8 aprile 2026)
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